I Progetti Finanziati dal PNRR

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L’UE ha stabilito un piano di ripresa che aiuterà i paesi, tra cui l’Italia, a superare i gravi danni economici e sociali causati dal Covid, e dall’emergenza sanitaria che ne è seguita, negli ultimi anni.

In questo modo, si cerca di contribuire al risanamento e alla ripresa gettando le basi per rendere le società e le economie dei paesi europei più sostenibili, resilienti e in grado di far fronte alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e trasformazione digitale.

In questo contesto, si inserisce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e coesione dell’Italia, uno strumento di pianificazione ed esecuzione, che stabilisce obiettivi, riforme ed investimenti da realizzare, grazie all’utilizzo dei fondi europei, con l’intento di rendere il nostro paese più equo, verde ed inclusivo e, soprattutto, con un’economia più competitiva, dinamica ed innovativa.

Il PNRR originario è strutturato su sei “Missioni” o aree tematiche di intervento:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e Ricerca
  5. Inclusione e Coesione
  6. Salute

Le risorse stanziate per il PNRR italiano sono pari a 194,4 miliardi di euro in seguito alla riprogrammazione dell’8 dicembre 2023, con una nuova missione dedicata al RepowerEU, il piano presentato lo scorso 18 maggio 2022 dalla Commissione Europea con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi accelerando la transizione e costruendo un sistema energetico più resiliente.

Sono quattro le azioni previste da REPowerEU per rispondere in modo appropriato alla crisi energetica:

  • risparmiare energia;
  • diversificare l’approvvigionamento;
  • sostituire rapidamente i combustibili fossili accelerando la transizione europea all’energia pulita;
  • combinare investimenti e riforme in modo intelligente.

Cosa prevede il PNRR per il MIMIT?

In particolare, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) è titolare di 14 progetti di investimento e di 2 progetti di riforma, afferenti a cinque delle sette Missioni del Piano.

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Istruzione e Ricerca
  • Inclusione e Coesione
  • RepowerEU

Le risorse assegnate al MIMIT per l’attuazione degli investimenti ammontano a 28,842 miliardi, a cui si aggiungono 7,68 miliardi previsti dal Fondo complementare, per un totale di 36,522 miliardi.

Il Governo italiano integra e potenzia i contenuti del PNRR attraverso il Piano Nazionale Complementare (PNC) stanziando ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali.

La complementarità del PNC rispetto al PNRR si manifesta a livello:

  • progettuale, con una integrazione delle risorse per gli interventi già previsti nel PNRR;
  • di missione o di componente della missione, con la previsione di ulteriori investimenti che contribuiscono al raggiungimento delle finalità del PNRR.

Il MIMIT è titolare dei due seguenti interventi nell’ambito del Piano complementare:

  • Polis: 800 milioni di euro;
  • Accordi per l’innovazione: 1 miliardo di euro.

Inoltre, il PNC co-finanzia con risorse nazionali due interventi a titolarità MIMIT già finanziati dal PNRR: Transizione 4.0 e Tecnologia satellitare e economia spaziale.

Dove posso trovare i bandi e gli incentivi?

Il nostro consiglio, per evitare perdite di tempo e mancate opportunità, è di contattarci. In I.T.P. abbiamo un team costantemente aggiornato su tutte le iniziative statali nei vari settori in cui siamo presenti. In alternativa, è possibile cercare sul sito del MIMIT o di altri enti finanziatori, come Invitalia, tutti i bandi già aperti, in scadenza o di prossima pubblicazione.

È importante valutare attentamente il bando, perché, oltre agli aspetti scientifici, contiene sempre importanti informazioni di carattere amministrativo come le linee guida per la rendicontazione delle spese, l’ammontare del finanziamento disponibile e le scadenze di presentazione delle domande di finanziamento, nonché diverse clausole, note a margine e allegati da presentare, che è bene valutare attentamente per evitare di perdere i finanziamenti.

Come presentare progetti PNRR

Il primo passo, quando collaboriamo con i clienti che ci richiedono la consulenza per la presentazione della domanda è la costruzione della proposta progettuale.

Realizzare un progetto vuole dire, innanzitutto, portare avanti un insieme di attività mirate al raggiungimento di obiettivi. In particolare, questi ultimi devono essere SMART: Specifici, Misurabili, Attuabili, Realistici e Temporizzabili, cioè ben pianificati cronologicamente e con un budget prestabilito.

Effettuiamo sempre uno studio preliminare dello stato dell’arte nel settore in cui il progetto si inserisce e indichiamo, in maniera esaustiva, il contributo di quest’ultimo allo sviluppo del settore stesso.

Il nostro scopo è la redazione di una proposta che sia, in ogni punto, chiara e sempre coerente rispetto agli obiettivi del progetto.

A corredo del progetto valutiamo, quindi, quali documenti presentare, che illustrano le caratteristiche del soggetto proponente, la struttura e le unità produttive dell’impresa e dati relativi allo stato economico-patrimoniale.

Una volta realizzata la proposta progettuale, effettuiamo controlli di conformità, valutiamo la stesura con il cliente e viene dato l’ok all’invio.

Il Ministero, ricevuta la domanda di agevolazione e la relativa documentazione, verifica la disponibilità delle risorse finanziarie e provvede all’istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica attraverso la quale valuta:

  • La conformità del progetto alle disposizioni nazionali ed europee di riferimento;
  • La fattibilità tecnica, la sostenibilità economico-finanziaria, la qualità tecnica e l’impatto del progetto di ricerca e sviluppo e la sussistenza delle condizioni di ammissibilità dello stesso;
  • La pertinenza e la congruità delle spese e dei costi previsti dal progetto di ricerca e sviluppo.

Una proposta progettuale vincente deve presentare:

  • Bontà formale, determinata dal rispetto dei criteri del bando;
  • Bontà estetica, determinata dalla leggibilità;
  • Bontà sostanziale, determinata dall’utilità del progetto.

Inoltre, il progetto deve essere anche sostenibile, ovvero deve poter continuare a fornire benefici per un lungo periodo anche dopo la fine del finanziamento.

Infine, è bene ricordare che i progetti approvati e che ricevono, quindi, un finanziamento pubblico, sono soggetti a rendicontazione economica. La rendicontazione è la raccolta, l’organizzazione e la presentazione dei documenti a giustificazione delle spese sostenute.  La rendicontazione economica deve essere accompagnata da una relazione di gestione del progetto affinché, con la massima trasparenza, si descrivano gli esiti, le congruenze tra azioni e costi sostenuti e si giustifichino eventuali scostamenti rispetto al budget inizialmente preventivato.

Consulenza Progetti PNRR

Oggi più che mai, per far fronte agli scenari di mercato attuali e alla forte concorrenza, è importante guardare alle iniziative e ai bandi dello Stato per non lasciarsi sfuggire l’opportunità di ottenere vantaggi economici per migliorare la propria attività e spingere l’innovazione.

Il PNRR è un’enorme opportunità per tutte le aziende!

Per poter usufruire delle agevolazioni messe a disposizione attraverso le misure del PNRR, però, il beneficiario deve adempiere a una serie di impegni e di obblighi, quali la stesura di un valido progetto, e, in caso di ottenimento del beneficio, la realizzazione di una corretta rendicontazione.

L’obiettivo di I.T.P. è quello di supportare le imprese sia nella fase di stesura del progetto, sia in quella di rendicontazione, aiutando a ridurre al minimo il tasso di errore, contribuendo al successo del programma e alla buona riuscita dell’investimento, forte di competenze ed esperienze nel settore, maturate in tantissimi anni e con un team di professionisti altamente specializzati.

Un banale errore o una mancata analisi può annullare la domanda e rinunciare al finanziamento. Per questo bisogna affidarsi a chi, come noi, sa come e cosa presentare.

 

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